BUON COMPLEANNO ADELAIDE RISTORI, CONCITTADINA VISIONARIA



Nel 2022 sono esattamente 200 anni dalla nascita proprio a Cividale del Friuli di Adelaide Ristori, una delle principali attrici italiane dell’Ottocento. Conosciamola meglio e anche perché la sua storia si intreccia con quella dell’alta sartoria!



Chi era Adelaide Ristori?


Adelaide nasce il 29 gennaio 1822 a Cividale del Friuli, probabilmente un po’ per caso, ma questo fatto non ce la rende meno cara. I genitori – Antonio Ristori e Maddalena Ricci Pomatelli - stavano recitando con la Compagnia Cavicchi che era in tournée proprio nella nostra Cividale. La coppia di teatranti ebbe quattro figli e tutti intrapresero la carriera da attori o attrici, ma soltanto Adelaide raggiunse la notorietà e il successo.


Attrice e diplomatica


Il 1855 fu l’anno della svolta nella sua carriera di attrice. Ebbe, infatti, l’opportunità di

partire per una tournée a Parigi che le portò la notorietà europea. Adelaide si è poi esibita anche a Londra, Madrid, San Pietroburgo dove svolse addirittura una missione diplomatica su incarico di Camillo Benso di Cavour, avvicinando il Ministro degli esteri russo per saggiare gli umori del governo zarista nei confronti dello Stato sabaudo. Al pari di altri attori, come Gustavo Modena (a cui, ad esempio, è intitolato il teatro di Palmanova – altro sito UNESCO del Friuli Venezia Giulia) e Tommaso Salvini, anche la Ristori mise il suo prestigio al servizio della causa unitaria, ma nel suo caso oltre all’Ambasceria dell’arte, l’azione diplomatica fu facilitata dal rango acquisito tramite il matrimonio: Marchesa Capranica del Grillo.


Un’influencer ante litteram


Adelaide anticipò le odierne strategie di promozione dell’immagine. Nei foyer dei teatri, in cui approdava il pubblico, si potevano acquistare statuette in gesso di buona fattura, che ritraevano l’attrice nelle sue più famose interpretazioni; la papeterie Ristori, una confezione di buste e carte da lettere con la sua immagine; i libretti con i testi tradotti in tutte le maggiori lingue straniere, così da consentire agli spettatori di leggere preventivamente nella lingua preferita i testi del suo repertorio.


Viaggiatrice per natura, il suo giro del mondo


Nel 1866 attraversò l’Atlantico per recarsi una prima volta negli Stati Uniti, nel 1869 andò in Sudamerica e il 15 aprile 1874 iniziò il giro del mondo, destinato a concludersi il 14 gennaio 1876, in cui i Capranica del Grillo furono accompagnati da un amico di famiglia, il generale Bartolomeo Galletti. Autore di un dettagliato resoconto dell’impresa (Il giro del mondo con la Ristori, Roma 1876), Galletti raccontò che la marchesa-attrice non tardò mai un’alzata di sipario, né mai si verificarono variazioni nel programma stabilito: 69.947 i chilometri percorsi per mare e per terra (quasi il doppio della circonferenza terrestre) e oltre trecento le recite nelle principali città del Nord e Sudamerica, ma anche alle Hawaii, in Australia e Nuova Zelanda. Forte della risonanza internazionale di un’impresa senza precedenti, negli anni successivi realizzò una tournée in Scandinavia, sino ad arrivare, perfezionato il suo inglese, ormai sessantenne al Drury Lane di Londra per recitare Macbeth in lingua originale. La sua carriera si chiuse nuovamente negli Stati Uniti, che attraversò viaggiando in un sorprendente vagone-appartamento tra il 1884 e il 1885, andando in scena due giorni su tre in 62 città e recitando in inglese con compagnie di attori locali.


Nel 1892 morì il marito, con il quale aveva avuto quattro figli: Virginio Pio ed Elena,

scomparsi prematuramente, Giorgio e Bianca. Il 29 gennaio 1902, per il suo ottantesimo compleanno ricevette testimonianze di auguri da tutto il mondo e l’omaggio addirittura del Re Vittorio Emanuele III in visita a palazzo Capranica in via Monterone 76, non lontano dal Teatro Valle, evento immortalato nella cromolitografia della copertina della Domenica del Corriere. Morì a Roma il 9 ottobre 1906.



Il video, di seguito, è stato creato dal Museo Biblioteca dell'attore di Genova dove sono conservati gli archivi della Ristori con foto, testi, donati dalla vedova del nipote.


https://www.youtube.com/watch?v=y2ZZNVKeOQk




I Costumi - l'alta sartoria





La progettazione dei suoi abiti era affidata a pittori, mentre il confezionamento a sartorie. Abbiamo molte fonti che descrivono i costumi dell'attrice e sono conservate tuttora molte lettere scritte da lei a colleghi e sarte. Molte di queste, come molti dei vestiti, sono conservati nel "Civico museo biblioteca dell'attore" di Genova sede del lascito Ristori Capranica del Grillo.

La Ristori introdusse, infatti, alcuni rilevanti cambiamenti a proposito del costume: sarà infatti ella stessa a dedicarsi alla scelta per gli interpreti della rappresentazione. Curava lei i dettagli e sosteneva lei stessa le spese al posto dell'attore. Tipico dell'epoca era infatti commissionare all'attore il compito di comprarsi e curarsi il vestito; troppe volte questo pesava molto economicamente sulle tasche degli interpreti. La Ristori utilizzò il costume come suo personale biglietto da visita, e perciò non era raro che organizzasse visite in vari musei. La vicinanza al mondo dell’arte è testimonianza anche dalla collaborazione con alcuni dei più famosi pittori, oltre al fatto che oggi sappiamo che acquistava molti abiti dal

sarto più famoso e importante di Parigi, ovvero Worth.


Charles Frederick Worth, lo stilista che crea la moda per come la

conosciamo oggi


Charles Frederick Worth era uno stilista inglese (Bourne, Lincolnshire, 1825 - Parigi 1895). È stato il primo grande couturier della storia della moda moderna. Al tempo, infatti, il sarto era considerato un semplice esecutore, Worth fu il primo a decidere di far sfilare i modelli in anticipo rispetto alla stagione, ad apporre etichette con la sua firma all'interno degli abiti, ad utilizzare le modelle (indossatrici) per presentare le sue creazioni e a proporre regolarmente nuove fogge cambiando in continuazione tessuti, guarnizioni, modelli. Ponendo così le basi per la dell'attuale mondo della moda.


Nel 1864, fu nominato dall'imperatrice E. de Montijo, consorte di Napoleone III, sarto di

corte.